Nel ricordarti, Renzo, mi viene in mente quel venerdì 1 giugno 2012 quando a Grado, passeggiando sul Lungomare, mi hai detto di mettere giù due righe...perchè questo periodo è stato così importante e significativo che sarebbe bene non perdere, non dimenticare...mi hai esortato sapendo che non l'avrei fatto...invece sono qui a scrivere due righe...per stare ancora con te, perchè i nostri dieci anni trascorsi insieme sono stati importanti, significativi, un'esperienza che non è possibile nè perdere nè dimenticare. Perdo un amico, un compagno ironico e pungente, ma soprattutto una colonna a protezione e sostegno di questo progetto di vita che insieme abbiamo condiviso.

Il giorno in cui ti abbiamo salutato "fisicamente" per l'ultima volta avevi accanto un cuscino di fiori con la scritta "Sarai sempre con noi". Questo è il nostro modo di dirti grazie di cuore per averci tenuto per mano.

Plinio e Ornella


Lettera ai miei figli (Renzo)

"Queste mie ultime volontà sono state scritte all'età anagrafica di 64 anni una mattina di febbraio del 2007 in piena facoltà mentale, si fa per dire ...
Il corpo mi ha lasciato, non piangete, sorridete al pensiero che prenderò vita in un altro contenitore . Questo sarà più aggraziato, avrò gli arti più lunghi, non soffrirò di continue otiti e di un costante stato infiammatorio delle mucose, di intolleranze alimentari e altro ...
Non nascerò in un luogo di guerra e verrò al mondo accudito da una madre amorevole che avrà per me un po' del suo latte. Avrò una mente che non agirà tra estremi troppo lontani così da consentirmi una vita meno faticosa.
Il transito in questa esistenza, nonostante quello che ho fin qui scritto è stato intenso e felice, ho conosciuto la mamma, ho avuto voi e la fortuna di vedere al mondo i vostri figli; sono stato aiutato da molte persone buone, dai pensieri di molti eruditi, saggi ed amici cari.
Quando ho potuto ho fatto il bene, quando non sapevo ho fatto degli errori, non ho mai prodotto il male in maniera consapevole. Questo corpo mi piacerebbe fosse bruciato e le ceneri disperse, chi mi ha amato dovrebbe ricordarmi nelle cose belle che saranno rimaste in questo mondo tormentato da tanta dolorosa ignoranza da parte dei più. Un fiore, un albero, un paesaggio, un profumo, un quadro, un volto, un sorriso di un bimbo, la musica, un animale, un libro o altro ... suscitino in voi oltre al piacere, il mio ricordo. (Non piangete).
L'augurio che vi dedico è quello di prendere in mano le redini della vostra vita, di interrompere la condizione di ignoranza, di attaccamento, e odio per poter accedere così a un'esistenza carica di consapevole amore verso voi stessi e verso i nostri consimili. Spetta a voi e alle generazioni che verranno di salvare il mondo in così cattiva salute. So di avere sviluppato azioni positive in quantità limitata, avrei potuto fare di più, ma ho sofferto dell'incapacità di fare meglio. L'accesso al miglioramento passa attraverso tre condizioni: la conoscenza, l'azione, la devozione, scegliete voi, l'importante è che il percorso sia il frutto di un sentire interiore elaborato dalla vostra intelligenza e sensibilità.
Un grazie di cuore alla mamma per il percorso che insieme abbiamo fatto, a voi un affettuoso abbraccio, un caro saluto ai vostri compagni, un bacio ai vostri figli da un catastrofico ottimista. Arrivederci.

Grazie". Renzo