IL MAESTRO SPIRITUALE

IL MAESTRO SPIRITUALE Significato di Guru e Lama
Per i tibetani “la” significa insuperabile, “ma” significa madre, quindi il Lama è un essere con realizzazioni spirituali straordinariamente avanzate che da la possibilità a tutti di raggiungere tali livelli. Spesso viene tradotto come “amico spirituale” con capacità virtuose straordinarie a livello spirituale, e quindi è l'amico che aiuta tutti noi al raggiungimento di tali virtù. Il controllo degli stati mentali, coltivando quelli positivi e sradicando quelli negativi, è l'esempio da loro fornito continuamente che ci deve essere di stimolo per limitare prima ed eliminare poi in maniera definitiva la nostra sofferenza.

Significato di discepolo
Discepolo è colui che si dedica all'addestramento con un Maestro spirituale per avere una corretta visione della realtà, moralità, etica, disciplina e concentrazione. Solitamente il cammino del discepolo inizia prima di affidarsi ad una guida spirituale, anche se questa è consigliata in ogni passo del percorso. Inizialmente il discepolo comprende il concetto di causa ed effetto, karma e rinascita, almeno a livello intellettuale. Con la presa di rifugio si crea un rapporto di fede iniziale e ispirazione. La fede non è da considerarsi cieca. Malgrado inizialmente possa sembrare tale in molti passaggi, sarà compito di entrambi fare in modo che l'esperienza diretta del discepolo superi questa fase.
In altre discipline scientifiche quali la matematica o la fisica spesso partiamo da alcuni teoremi fidandoci di chi li ha postulati ed esaminati (Pitagora, Newton, Keplero). Dopo un periodo di fede cieca in questi teoremi gli studenti più attenti potranno valutare loro stessi la validità di tali teorie. Il ruolo del discepolo è di compiacere il proprio Maestro, migliorare le proprie qualità e aspirare alla completa illuminazione, cioè alla liberazione da ogni sofferenza. Nel sentiero Mahayana in particolare questo conseguimento servirà per condurre tutti gli esseri senzienti alla liberazione definitiva.

I Maestri nel Dharma
Date per scontate determinate caratteristiche etiche, morali e di realizzazioni spirituali, i Maestri possono decidere di beneficiare i discepoli in diversi modi: insegnando i Sutra (le fondamenta), insegnando meditazioni e rituali, insegnando il tantra, dando trasmissioni orali solo a discepoli avanzati anche se l'obiettivo primario è fare in modo che il ricercatore spirituale, tramite l'ispirazione del Maestro, sviluppi la bodhicitta, cioè la compassione presente in ogni essere umano.

Differenze tra un guru e uno psicologo
In occidente spesso il Maestro viene visto come uno psicologo su cui scaricare i propri problemi mondani e da cui aspettarsi una soluzione facile ed immediata data solo dalle sue azioni. Nella cultura tibetana mai nessuno si permetterebbe di avvicinare un Maestro per avere un tornaconto mondano, quindi il guru non è uno psicologo ma uno studioso e conoscitore della mente. E nostro compito è quello di farci consigliare e seguire le sue indicazioni per superare i nostri difetti mentali, i quali ci portano sofferenza.

La devozione al guru: il fondamento del sentiero
In ogni attività, anche mondana, ad esempio di tipo artigianale, innanzitutto è necessario affidarsi a un Maestro esperto che ci insegni la professione. Allo stesso modo l'affidarsi a un Maestro spirituale farà in modo di condurci all'illuminazione.
I vantaggi della devozione, seguendo le sue istruzioni e i suoi consigli, ci permetteranno di ottenere più rapidamente lo stato di un Buddha. Vedere il proprio Maestro come un Buddha, compiacerlo, porgergli offerte e praticare le sue indicazioni sono dei modi di compiacere tutti i Vittoriosi. L'affidamento eviterà di essere danneggiati da spiriti malvagi o da cattive compagnie, verranno eliminati i difetti mentali di ogni azione negativa, ci sarà molta più facilità a realizzare ogni singolo stadio del sentiero fino all'illuminazione, nelle vite future si avrà sempre la fortuna di incontrare una guida spirituale, si eviterà di cadere nei reami inferiori e si potranno ottenere più facilmente gli obiettivi temporanei e definitivi.
Gli svantaggi di non affidarsi ad una guida spirituale sono chiaramente gli opposti dei precedenti, oltre al fatto che provare rabbia nei suoi confronti, denigrarlo o non compiacerlo può velocemente fare esaurire i meriti accumulati in molte vite precedenti con conseguenze pratiche di malattie, avversità o rinascite nei reami inferiori.

Scelta di un Maestro
Nella cultura buddhista la scelta del proprio Maestro dovrebbe essere fatta dopo lunghi anni di attento esame delle virtù dello stesso, del suo livello di conoscenza, di esperienza e soprattutto di esempio nei comportamenti quotidiani. Stessa cosa dicasi del discepolo da parte del Maestro. In occidente questa fase viene spesso accelerata grazie alla fortuna della presenza quasi totale di Maestri altamente qualificati e dalla sana impazienza del discepolo, spesso abituato culturalmente a cercare di avere tutto e subito. Il discepolo in ogni caso deve essere in grado di esaminare e distinguere ciò che è positivo da ciò che è negativo, prestare molta attenzione agli insegnamenti, portare grande rispetto al Maestro, avere perseveranza e determinazione.

Affidarsi a un Maestro
In ogni momento il discepolo deve ricordare la gentilezza della propria guida, rispettarla ed avere fiducia.
Il Maestro deve essere sempre visto come un autentico Buddha. Ogni benedizione di un Maestro dipende moltissimo da come il discepolo lo vede, non solo da lui. Il Maestro è l'unico amico spirituale che ci può fare da tramite agli insegnamenti diretti del Buddha e renderli comprensibili alla nostra mente. Non solo, la sua saggezza può fare si di adattare questi insegnamenti in funzione delle caratteristiche mentali dei singoli discepoli in modo che questi ne possano beneficiare al massimo. Egli opera continuamente per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.
Egli è l'unica persona che, prima tramite la logica e gradualmente tramite l'esperienza, ci può fare avvicinare al suo stato, e quindi allo stato di un Buddha, dimostrandoci che le nostre percezioni in questo momento non sono reali. Il Maestro in generale è addirittura più gentile di tutti i Buddha perché in questo momento è l'unico mezzo che abbiamo a disposizione per poter superare le nostre sofferenze. La sua gentilezza si manifesta come quella di una madre per il proprio figlio, insegnandoci il Dharma e dandoci i mezzi per trasformare la nostra mente in maniera positiva.

La presa di rifugio e il Guru Yoga
Prendere rifugio in un Maestro (cerimonia che ufficializza l'appartenenza del discepolo al sentiero buddhista) porta quindi solo innumerevoli vantaggi e la sua importanza fondamentale viene ancora più sottolineata da diverse pratiche importanti: il guru-yoga in sei sessioni cioè la recitazione quotidiana di una sadhana in suo onore, la presa di rifugio come pratica preliminare, il Guru Yoga come pratica preliminare.
Per concludere chi avrà la fortuna di addentrarsi nello studio e nella pratica del Dharma si accorgerà che la figura del Maestro è sempre presente e fondamentale in ogni momento.




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